Locandina incontro Sinistra giovanile
«Ho sentito tante voci di giovani (oltre a quella di Giuseppe Martino, segretario della Sinistra giovanile, moderatore dell’incontro, quelle di Francesco Morelli, Marco Gatto, Silvia Viceconte, Marta Bianchimani, Carmine Alessandria) e di meno giovani (Pinuccio Vizzi e Gerardo Pascale, neo segretario dei Ds). La città parla. Anche con il suo silenzio, con l’assenza dei ragazzi, con il vuoto, con i negozi chiusi. Noi vogliamo risvegliarla. Vogliamo vedere la città che accoglie i giovani che ritornano a Castrovillari, che si sposano, che fanno bambini, che ritornano nelle scuole vuote».

Inizia così, Donatella Laudadio, il suo primo confronto con la Sinistra giovanile Ds di Castrovillari e con i cittadini presenti nella sala Varcasia, sabato 7 aprile, per confrontarsi sul programma amministrativo e sulle esigenze da recepire. Facendo riferimento anche alla prima uscita della sua campagna politico-elettorale “Questo paese è morto”. “E’ tempo di risvegliarlo”, più volte citata dagli intervenuti.

«Crediamo nella partecipazione democratica», ribadisce la candidata sindaco dell’Unione e dei partiti del centro-sinistra e poi giù con le proposte, tutte in sintonia con le richieste dei giovani e dei meno giovani intervenuti numerosi all’incontro.
Il dato di partenza è l’emigrazione giovanile, che è costato la perdita di circa 800 residenti tra i 18 e i 35 anni trasferitisi per lavoro. E’ il problema centrale della città, quello del lavoro. E Donatella Laudadio, che è anche assessore provinciale al Lavoro, lo sa bene. I pre requisiti per risolverlo, nei limiti delle proprie possibilità (“non abbiamo la bacchetta magica”, dirà durante l’incontro) sono il ripristino della “cultura delle regole” e “la partecipazione” perchè «ognuno deve poter godere dei propri diritti senza attentare a quelli degli altri».

Bisogna individuare le priorità, dice Laudadio. «Non facciamo promesse, ma abbiamo dei progetti». Tra questi far divenire i giovani e i ragazzi protagonisti della vita amministrativa, promuovendo la “partecipazione dal basso”, istituendo anche il Consiglio comunale dei ragazzi per abituarli sin da piccoli al ruolo delle Istituzioni, attuando il bilancio partecipato, istituendo il difensore civico.

I progetti di Donatella Laudadio e del centro-sinistra comprendono, tra l’altro, la formazione, il lavoro e l’aggregazione sociale. Il suo lavoro come amministratore provinciale alla Pubblica istruzione e alla Cultura, negli anni scorsi, ha portato a Castrovillari le risorse finanziarie necessarie per la costruzione e la ristrutturazione degli immobili che ospitano le principali scuole superiori.
«Bisogna sostenere l’azienda scuola», ha detto chiaramente Laudadio, perché anche con essa si possono creare nuove opportunità lavorative. La proposta di utilizzare l’ex Convitto vescovile, avanzata dal segretario della Sinistra giovanile, Martino, per crearci anche una mensa sociale, è una buona idea e potrebbe anch’essa creare nuovo lavoro, per cooperative di giovani.
Le scuole castrovillaresi accolgono ogni giorno più di settemila giovani. E a loro si deve pensare anche per un’offerta di servizi e di opportunità culturali più ampia. La cultura è un punto centrale dell’azione proposta da Laudadio. Ma anche l’ambiente, il Parco nazionale del Pollino, l’innovazione tecnologica, le industrie, specie quelle che creano energie rinnovabili.

Le energie, anche quelle culturali, che covano a Castrovillari vanno incardinate in un’offerta più complessiva, capace di tradursi in attrazione turistica. «La cultura ha un valore in sé, ama ripetere l’insegnante prestata alla politica, un valore “liberatorio”, ma anche un valore aggiunto», in termini economici. “E’ l’industria del terzo millennio”. E, infine, il sociale, dove pure si possono creare altre opportunità lavorative favorendo i bisogni dei più deboli. Occorrono più strutture. I giovani, da questo punto di vista, sono stati chiari. Hanno chiesto strutture e un assessorato alle Problematiche giovanili che sia tale, attento ai loro problemi e non solo promotore di tornei di calcetto. Donatella Laudadio è d’accordo. E rilancia loro la speranza: «tutti insieme ce la possiamo fare. Voglio invecchiare e morire in una città dal volto umano. Le utopie se diventano progetti camminano sulle gambe delle persone. Non è vero che non si realizzano. Cambiare si può, l’importante è crederci». E a giudicare dagli applausi finali e dai commenti dei giovani, la condivisione è piena. “Non sono solo slogan. Qui vogliamo fare sul serio”.

Le voci dei giovani
Loro, i giovani, hanno chiesto, in apertura dell’incontro, “un’inversione di rotta”. “La comunità si sfalda – ha detto Giuseppe Martino – perché vengono meno i giovani”. Citando Tocqueville ha chiesto che ci si occupi dell’avvenire e che si crei un “programma partecipato”, suggerendo il coinvolgimento dell’hinterland, il recupero delle aree degradate della città, tra cui l’ex convitto vescovile. Pinuccio Vizzi, portavoce dell’associazione “il Cittadino” oltre a rimarcare che il centro destra non ha fatto nulla, ha proposto interventi per il lavoro e per il Parco del Pollino. Francesco Morelli, secondo il quale l’amministrazione Blaiotta ha fallito in pieno, ha detto che l’assessorato alle problematiche giovanili ha promosso “solo partitelle”. Castrovillari è un centro importante, ha sottolineato il giovane studente liceale: “vi sono tanti studenti che vorrebbero fare altro, ma Castrovillari non è in grado di essere centro di raccolta per fare esprimere loro le potenzialità”. Marco Gatto ha puntato il dito sull’assessorato alle problematiche giovanili, “rimasto solo sulla carta” e ha ricordato che il governo Prodi ha istituito un apposito ministero con il quale la nuova amministrazione comunale, secondo lui, dovrà raccordarsi. Forte il suo richiamo ai giovani coetanei a “risvegliarsi” e ad essere protagonisti della Calabria e dell’Europa. Gerardo Pascale, segretario dei Ds ha parlato del dramma dei giovani che non trovano lavoro, che vivono una “precarietà assoluta”. Secondo il politico bisogna sfruttare al meglio i fondi europei prima che la Calabria esca dall’Obiettivo 1.
Silvia Viceconte ha suggerito interventi nell’ambito dello sport, della cultura, della tradizione culinaria recuperando, attraverso gli anziani abitanti della Civita, le vecchie usanze gastronomiche da trasmettere ai giovani. Ha anche proposto di ripristinare le gite in bicicletta. E di sostituire le tante sfilate di moda con eventi culturali. Marta Bianchimani ha chiesto palestre, centri in cui dibattere, manifestazioni culturali e sportive, eventi, la realizzazione di un palaghiaccio e di una piscina comunale e ha evidenziato che le piste ciclabili realizzate sono periferiche e insicure. Ha proposto che del cine-teatro Vittoria si faccia un centro di aggregazione sociale e che si utilizzi internet per coinvolgere i giovani. Carmine Alessandria ha proposto una biblioteca più efficiente e sostegno reale per le associazioni culturali. La Banda musicale, di cui fa parte, ha detto, non ha ricevuto nessun incentivo concreto.