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La sua candidatura è sostenuta da nove liste. Come mai un così grande spiegamento di forze?
Tutte le forze politiche che si riconoscono nei valori della Costituzione, hanno convenuto sull’esigenza di mettersi insieme e di designare la mia modesta persona per far rinascere Castrovillari. La città non ha mai vissuto un così forte degrado sociale ed economico. I partiti del centro-sinistra hanno sentito forte la responsabilità di correre uniti, sancendo non un mero cartello elettorale, ma uno schieramento omogeneo seppure composito, che fa delle proprie diversità culturali e di tradizione politica il punto di forza. Sono orgogliosa di essere alla guida di un così ampio spiegamento di forze. E sono certa che i 172 candidati che mi sostengono sapranno essere i miei primi riferimenti nel raccogliere le istanze della città, sempre maggiori, sempre più insistenti, che esigono una risposta determinata e improcrastinabile.

Da Assessore provinciale a Sindaco: cosa cambia?
Da assessore provinciale, incarico che ho svolto per 13 anni, ho svolto un lavoro di cui vado fiera. Sono state tante le soddisfazioni morali che ho raccolto. Ma soprattutto tanto è quello che ho potuto fare per la mia città in termini di opere pubbliche e di ricaduta sociale ed economica. Trenta miliardi di vecchie lire sono stati destinati alla città in cui sono nata e che spero di amministrare da sindaco. Altri trenta miliardi la Provincia ha messo in bilancio per il 2007 per il Palazzetto dello Sport e un’altra palestra. Cosa cambierà? Sarò ancora più vicina ai cittadini. Metterò a disposizione loro tutta la competenza amministrativa maturata in tutti questi anni. Cosa non cambierà? Il mio rispetto verso le Istituzioni, la mia passione civile e politica; il desiderio di essere realmente e concretamente al servizio degli altri per governare la cosa pubblica nel rispetto delle regole e dei diritti. Castrovillari attualmente è la città dei diritti negati. Il sindaco di un posto così bello, ma così, ancora, “trattenuto” nelle sue potenzialità, deve lavorare molto per restituirgli ciò che merita.

Perché i castrovillaresi dovrebbero votarla?
Per ciò che sostenevo prima: sono una persona che si è sempre dedicata alla Scuola e alla cultura e che ad un certo punto, sollecitata ad occuparsi di politica ha deciso di offrire il proprio contributo nell’ambito delle Istituzioni. Ho messo a disposizione della città tutto ciò che sono e che ho imparato in questi anni, per far sì che Castrovillari possa essere sempre più accogliente e, soprattutto, possa ridiventare quella città che tutti ricordano essere nel passato: centro di servizi di ogni genere. Riconquistando un ruolo di primo piano in Calabria e, attraverso il Parco Nazionale del Pollino, anche nella limitrofa Basilicata, Castrovillari potrà, con una programmazione attenta ai diritti di tutti, attrarre le risorse finanziare messe a disposizione dall’Unione Europea e creare lavoro.
La nostra emergenza è questa: occorre creare nuova occupazione e sviluppo. Lavoro, lavoro, lavoro. I castrovillaresi, votandomi, diranno si al Lavoro, diranno si ad un nuovo ruolo del Comune capofila del territorio del nord Calabria. Diranno no ai demagoghi e ai populisti. E voteranno per se stessi. Per ottenere i servizi che pagando le tasse gli spettano e per vedere riconosciuti i diritti di cui ogni cittadino dispone, così come sancisce la Costituzione. Non vogliamo dare più nulla per scontato. Gli abitanti di Castrovillari sono cittadini di serie A come tutti i cittadini italiani, e in quanto tali hanno diritto al lavoro e ai servizi, che dovranno essere “ritagliati” secondo le esigenze di cui ogni fascia sociale è portatrice. Penso ad una città viva per tutti, nessuno esclusa. Il nostro non è un sogno, ma un progetto che tutti insieme possiamo realizzare, per costruire una città migliore.