A poche ore dal voto definitivo, ci può dire qual è la sua opinione sull’andamento della campagna elettorale?
Si aspettava qualcosa di diverso? Ha fatto qualcosa che non avrebbe voluto, o non ha fatto, invece, qualcosa che le stava a cuore?

Fin qui è stata per me un’esperienza molto gratificante, anche se ovviamente faticosa; ma mi hanno aiutato la compattezza e la lealtà della coalizione, mi ha stimolato la determinazione dei candidati delle mie liste, mi ha scaldato il cuore il calore delle persone cui ho chiesto il voto. Certamente, avrò commesso degli errori, e chi non ne fa?, ed avrei voluto ascoltare di più di quanto abbia fatto. Ma ho iniziato la campagna elettorale tardi rispetto agli altri e questo mi ha impedito di raggiungere tutti i miei concittadini ed ascoltare dalla loro voce i loro problemi. Peraltro, l’assessorato provinciale di cui sono stata titolare per anni è stato un ottimo osservatorio per monitorare la situazione di una città che regrediva a vista d’occhio. Ho fatto ciò che ho potuto ed anche di più, come a molti, ma forse non a tutti, è noto. Adesso ho l’occasione per mettere a frutto i suggerimenti che in queste settimane i miei concittadini mi hanno offerto nei numerosi contatti avuti con loro.

Se la sente di fare un’analisi, seppur sommaria, delle motivazioni del crollo di Forza Italia e della sconfitta delle liste Laghi (nonostante il successo personale del candidato a sindaco)?

Non spetta a me un’analisi del genere, ma credo che la gente, checcé se ne dica, abbia ancora fiducia nelle organizzazioni politiche e si sia resa conto che formazioni del tutto o in parte sganciate da queste non diano sufficienti garanzie amministrative. D’altro canto, riconosco che le degenerazioni della politica possano inizialmente allontanare gli elettori dalle Istituzioni e da chi le rappresenta, ma voglio rassicurare i delusi e gli incerti invitandoli ad esprimere ancora una volta il loro diritto-dovere dando fiducia a me ed alla mia coalizione.

Cosa si sente di dire agli elettori indecisi e/o a chi al primo turno non ha votato per Lei? Si rivolga ad es. ad un elettore che ha votato per Laghi al primo turno e lo convinca a votare per Lei al ballottaggio …

Agli elettori indecisi, a quelli che non mi hanno votato ma anche a quelli che, forse, non mi voteranno, voglio dire che, se sarò eletta, sarò il Sindaco di tutti, perché i problemi ed i sogni dei miei concittadini non hanno colore politico. Un buon amministratore, che ha a cuore il benessere della propria città, non lavora per soddisfare le istanze dei suoi elettori, perché dopo le elezioni non ci sono più elettori, ma cittadini a pieno titolo, tutti con gli stessi diritti. In particolare, lei mi chiede di rivolgermi a chi ha votato per il candidato delle liste civiche; bene, ad essi dico di leggere il mio programma, in cui troveranno risposte che hanno punti in comune con quelle del programma di Ferdinando Laghi. Infatti, se sarò Sindaco, mi avvarrò delle competenze e dei suggerimenti che il dottore Laghi vorrà offrirmi, nel rispetto dei ruoli, per la soluzione dei problemi affrontati in entrambi i nostri programmi.

Vuole precisare agli elettori castrovillaresi, se non almeno i nomi degli assessori che comporranno la futura giunta comunale, almeno i criteri che la guideranno nella scelta? Esiste già un organigramma di massima?

Ribadisco quello che ho detto più volte, cioè che sceglierò i componenti della Giunta tra quei candidati che non sono stati eletti consiglieri comunali, ma mi servirò anche dell’apporto professionale di cittadini non candidati, dotati di competenze solide e comprovate e pronti a metterle al servizio della nostra città. Ho sempre pensato, e la mia esperienza politica lo dimostra chiaramente, che l’amministratore pubblico è al servizio del suo paese, non il contrario. Pertanto, vigilerò che lo stesso mio spirito di servizio sia l’unica cosa che anima il lavoro dei futuri assessori della mia Giunta. Questi ultimi saranno da me scelti fra le tante persone che hanno collaborato alla stesura del programma della coalizione e che mi hanno offerto suggerimenti e spunti in vista di un lavoro comune. Saranno collaboratori fedeli, capaci, disinteressati, di specchiata moralità professionale. Ovviamente, in base a questi criteri, esiste già un organigramma di massima.

Cosa rimprovera maggiormente al suo avversario?

In questo momento mi verrebbe da rimproverargli i modi e i toni decisamente scadenti, per non dire di peggio, delle sue ultime performances. Ma questo poco importerebbe al cittadino di Castrovillari e farebbe scendere me ad un livello che la mia cultura politica, la mia educazione familiare ed il mio essere donna non mi permettono neanche di sfiorare. Gli rimprovero invece di aver permesso che la nostra città si spegnesse inesorabilmente, nell’indifferenza delle istituzioni che non riconoscono lui come interlocutore per la sua incapacità di portare alla loro attenzione le esigenze di un territorio dalle mille potenzialità. A causa sua e della sua Giunta, rischiano di spegnersi, insieme alla città, quelle capacità, quelle intelligenze, le tante professionalità che io invece mi impegno a valorizzare per il futuro di Castrovillari.

Perché i castrovillaresi dovrebbero, invece, preferire Lei al suo avversario?

Perché voglio mettere a disposizione della città il mio entusiasmo, la mia passione e la competenza amministrativa ottenuta in 13 anni di attività provinciale. Come assessore provinciale alla Cultura e al Lavoro ho dato a Castrovillari 60 miliardi di vecchie lire. So come attrarre le risorse finanziarie per creare lavoro e sviluppo. Conosco i bisogni della città. Ho ascoltato centinaia di cittadini. Ho fatto una mappa delle loro esigenze e ho preso l’impegno di fare, senza promettere nulla a livello individuale, ma promettendo di risolvere i problemi di tutti. Voglio lavorare per non vedere più sguardi tristi e rassegnati, ma solo occhi e cuori sereni e felici di vivere in una città che non ha nulla da invidiare alle più progredite del resto del Paese. Desidero puntare sulla creazione di nuovo lavoro puntando sull’agroalimentare, sull’industria manifatturiera e quella delle energie rinnovabili, sull’edilizia, sull’artigianato, sul commercio, sul Parco Nazionale del Pollino. Ma anche sui servizi, per ridare dignità ai cittadini delle fasce deboli, ai bambini, agli anziani, ai portatori di handicap. Puntando sui giovani, sulla cultura, sullo sport.

Il calcio a Castrovillari ha indubbiamente il suo peso. In questi ultimi giorni, è stata sanata una pendenza che rischiava di avere gravi conseguenze sul futuro della squadra locale. Rimane, però, sempre l’incertezza sul destino in serie D del Castrovillari. Cosa si sente di dire ai tifosi e alla dirigenza?

Ciò che ho già dichiarato su sollecitazione del Presidente Ioele. Quando sarò Sindaco di Castrovillari sosterrò in modo concreto e con i fatti la squadra, assicurando che siano sempre seguiti i canali della trasparenza nella gestione e nella promozione degli eventi sportivi legati alla stessa.

Qual è la domanda che in questa campagna elettorale le sarebbe piaciuto sentirsi rivolgere e quale sarebbe stata la sua risposta?

Mi sarei aspettata che qualcuno mi chiedesse se il fatto di essere donna è stato di ostacolo alla mia attività politica. Bene, certamente all’inizio ho faticato molto a conciliare i miei impegni familiari con il lavoro amministrativo al Comune di Castrovillari prima ed a quello Provinciale poi, e, come le donne sanno bene, per tanto tempo mi sono portata dentro i sensi di colpa nei confronti dei miei familiari. D’altro canto, l’ambiente della politica è prevalentemente maschile, perciò ho dovuto lottare contro la diffidenza ed il pregiudizio innato nei confronti delle donne. Ma sono convinta che più donne in politica possano elevare il livello della competizione e collegarsi meglio con le esigenze dei cittadini per la maggiore sensibilità di cui siamo portatrici.

C’è stato qualche episodio in particolare che resterà impresso nei suoi ricordi, più di tutti gli altri?

L’episodio che più mi ha colpito, non solo come amministratrice ma come persona e come cittadina di Castrovillari, è stata la visita nel quartiere popolare di contrada Porcione. Ho visto palazzi scrostati, imposte rotte, illuminazione assente, erbacce alte un metro, spazzatura non raccolta, strade piene di fango. E in tutto questo degrado vivono persone, donne, bambini, uomini, cui bisogna restituire dignità di cittadini. L’amministrazione Blaiotta li ha dimenticati, io non lo farò.

Per finire. Qual è, una delle prime cose, su cui si impegnerà concretamente una volta eletto sindaco?

Qui mi collego alla risposta precedente: il primo impegno concreto sarà verso gli ultimi, i dimenticati, che non sono solo quelli che abitano in contrada Porcione, ma in tante altre zone prive dei servizi più elementari: fogne, strade, luce, metano, marciapiedi. Tutto ciò con il rischio che, oltre a vivere ai margini della società civile, queste persone finiscano per valicare i limiti della legalità: perché l’uomo rispetti le regole bisogna metterlo in condizione di farlo.

Giuliano Sangineti